Luca Perullo
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Sicurezza dei siti web nel 2026: i 10 attacchi più comuni e come blindarli

Il 70% dei siti WordPress non aggiornati viene bucato entro 12 mesi. La sicurezza non è paranoia, è igiene di base.

Un sito bucato è un disastro che si moltiplica: dati clienti rubati, sanzioni GDPR, downtime, recovery fees, reputazione. Eppure la maggioranza dei siti italiani usa hosting scadenti, plugin abbandonati e password "Password123". Vediamo i 10 attacchi reali e i contromisure pratiche.

1. Brute force su pannello admin

Bot che provano migliaia di combinazioni user/password contro /wp-admin, /wp-login.php, /admin.

Difesa:

  • Rinomina URL admin (plugin WP Cerber o equivalente)
  • 2FA obbligatoria su tutti gli account
  • Rate limiting (max 5 tentativi/IP/ora)
  • Password manager — niente "Mario1234"

2. SQL injection

Form mal scritti che permettono di iniettare query SQL malevole. Storico problema di siti custom o WordPress con plugin scadenti.

Difesa:

  • Framework moderni (Next.js, Laravel, Django) hanno protezione built-in
  • Mai costruire query con string concatenation
  • Plugin/temi solo da repository ufficiale

3. XSS (Cross-Site Scripting)

Iniezione di JS malevolo nei tuoi form (es. campo commenti). Quando un altro utente visita la pagina, il JS gira nel suo browser.

Difesa:

  • Sanitizzazione input lato server (mai trustare il client)
  • Content Security Policy (CSP) headers configurati
  • Framework moderni escapano output by default

4. Plugin/tema obsoleti

Il 90% dei siti WordPress bucati lo è per plugin abbandonati. Una vulnerabilità nota in un plugin = chiunque può entrare.

Difesa:

  • Aggiornamenti automatici di plugin/tema/core
  • Eliminare plugin che non usi (no, anche se "potrebbero servire")
  • Audit trimestrale: quali plugin sono ancora mantenuti?

5. File upload arbitrari

Form di caricamento file senza filtri. Hacker carica un .php o .jsp che diventa webshell.

Difesa:

  • Whitelist estensioni permesse (.jpg, .pdf, etc.) — non blacklist
  • Salvare uploads in cartella fuori dal webroot
  • Antivirus scan automatico (es. ClamAV)

6. Credential stuffing

Hacker prova credenziali rubate da altri siti (database leak) sul tuo. Funziona perché molti utenti riusano password.

Difesa:

  • 2FA obbligatoria sugli account critici
  • Detect "device" (cookie) e richiedi verifica per dispositivi nuovi
  • Integrazione con HaveIBeenPwned per bloccare password compromesse

7. DDoS

Migliaia di richieste fake che mandano giù il sito.

Difesa:

  • Cloudflare gratis davanti al sito (mitiga 95% degli attacchi)
  • CDN che assorbe i picchi
  • Hosting che ha protezione DDoS inclusa

8. Phishing del dominio (DNS hijacking)

Attaccante prende il controllo del DNS e devia i visitatori a un sito clone.

Difesa:

  • Registrar serio (Cloudflare Registrar, Gandi)
  • Lock domain attivo
  • DNSSEC abilitato
  • Email account del registrar con 2FA

9. Spear phishing al team

Email finta del "CEO" che chiede a un dipendente di trasferire fondi o cliccare link malevolo.

Difesa:

  • Training del team annuale
  • Procedure scritte per richieste di pagamento
  • Email signing (DKIM, SPF, DMARC) configurato per ridurre spoofing

10. Backup mancante o inutilizzabile

Quando ti hackerano, l'unica vera difesa è ripristinare. Se il backup non c'è o non funziona, sei finito.

Difesa:

  • Backup automatici giornalieri off-site (NON sullo stesso server)
  • Test di ripristino ogni 3 mesi (verifichi che funzionano davvero)
  • Backup retention almeno 30 giorni
  • Strumenti: UpdraftPlus, BlogVault, hosting con backup native

Le tre regole d'igiene di base

Se non sai da dove iniziare, queste tre coprono il 70% del rischio:

  1. 2FA su tutti gli account (admin sito, hosting, registrar, email)
  2. Aggiornamenti automatici attivi + audit trimestrale plugin
  3. Backup giornalieri off-site testati

Cosa fare se sei stato bucato

  1. Disconnetti il sito (manutenzione mode o offline temporaneo)
  2. Cambia tutte le password (admin, hosting, database, FTP)
  3. Identifica come sono entrati (log analysis)
  4. Pulisci da zero (idealmente: ripristina backup pre-attacco + applica patches)
  5. Notifica utenti se dati personali sono stati compromessi (obbligatorio GDPR entro 72h)

Range di costo per sicurezza adeguata

  • Sito vetrina: €0–200/anno (Cloudflare gratis + 2FA + aggiornamenti automatici)
  • E-commerce: €300–1.200/anno (hosting hardenato + WAF + backup gestiti)
  • Sito con dati sensibili: €1.500+/anno (audit periodici + WAF + monitoring 24/7)

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